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:: 08.10.2010 - SPORTPERTUTTI E SALUTE MENTALE: LE VOCI E LE IDEE DEGLI OPERATORI UISP DOPO IL CONVEGNO DEL 25 SETTEMBRE A VIAREGGIO ::

Si è svolta a Viareggio, il 25 settembre, nell?ambito del Festival della Salute, una tavola rotonda per gli operatori Uisp sulla salute mentale, primo appuntamento di un percorso che porterà alla definizione di un?area tematica organizzata all?interno dell?associazione, destinata a raccogliere e coordinare le specifiche proposte sportive sviluppate da comitati e leghe sul territorio. Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni partecipanti.
Franco Zanellati è vicepresidente del comitato Uisp Varese e si occupa di tutte le attività nell?area del disagio. Lavora con la Uisp da circa dieci anni. ?Credo che l?iniziativa sia andata molto bene ? ci dice ? si intravede la decisione di investire risorse umane e anche economiche su quest?area di attività, che nel passato avevamo un po? delegato ad altri. Diciamo che fino ad oggi, il lavoro e le proposte portate avanti dai comitati erano rimaste in sordina. Ora c?è la volontà di tutta l?associazione di dar loro il giusto riconoscimento?.
?Senza voler dare delle indicazioni specifiche, perché è un tema in divenire, credo che comunque sia necessario strutturare in qualche maniera le attività che come Uisp proponiamo per determinate categorie di cittadini. Una realtà aperta al contributo di leghe e comitati, per stimolare un dialogo finalizzato a consolidare le attuali attività e a svilupparne di nuove?.
Della necessità di un coordinamento è convinta anche Emanuela Serra, dell?Uisp Sassari: ?Un coordinamento è fondamentale. E? importane vedersi e confrontarsi più spesso, spiegare come funzionano i territori, condividere le buone pratiche?. Anche Emanuela si occupa di disabilità mentale e disagio, soprattutto con il progetto "Nessuno escluso", grazie al quale il comitato ha instaurato una collaborazione con il Centro di salute mentale. ?E? un?area delicatissima di intervento che deve fare i conti con la cronica mancanza di risorse economiche, non a caso il problema più grande emerso nell?incontro. Ma c?è tanto da lavorare. Dobbiamo puntare a costruire dei veri percorsi di integrazione, anche oltre la semplice attività sportiva, magari aiutando le persone che fanno attività con noi, ove possibile, nell?inserimento lavorativo?.
(F.Se.)





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