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:: 26.10.2015 - TERZO TEMPO UISP: DALLA RIUNIONE DI AVVIO PROGETTO, UN RINNOVATO IMPEGNO PER LA CREAZIONE DI PONTI TRA COMUNITA' E CARCERE. ::

Il 16 e 17 ottobre si è tenuto a Roma l’incontro di avvio per il progetto nazionale Uisp “Terzo tempo: azioni innovative per lo sport negli istituti di pena minorili”, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell'ambito della Legge 383/2000. Il progetto nasce per dare continuità ad un filone consolidato di interventi Uisp in questo campo e mira a favorire il recupero sociale della popolazione carceraria minorile riproponendo alcune delle efficaci azioni sperimentali validate nell'esperienza pluriennale pregressa: dalla pratica sportiva nei centri ed istituti all'educazione alla legalità, fino alla formazione mirata all’inserimento lavorativo e all’imprenditorialità sociale.
Il progetto, articolato in dodici mesi, si svilupperà in due regioni, Emilia Romagna e Toscana, coinvolgendo circa trenta minori detenuti dell'area penale interna e cinquanta dell'area esterna di due istituti penitenziari minorili: Pontremoli e Bologna.

“In questa occasione abbiamo fatto il punto su un progetto che non parte da qui, ma è in piedi da anni - dice Fabrizio De Meo, responsabile politiche sociali, educative e giovanili Uisp -I comitati coinvolti erano tutti presenti, insieme al presidente nazionale Uisp, Vincenzo Manco, e tutti sono intervenuti per portare la loro esperienza. Abbiamo condiviso l’importanza strategica di lavorare nell’ambito del penale, in particolare del minorile, perché il tema è strettamente collegato con altre azioni che portiamo avanti come Uisp nelle nostre politiche sociali. Lavoriamo costantemente sul rapporto tra carcere e territorio per far cadere barriere e rompere l’isolamento. L’ambito minorile è ancora più importante, perchè le condizioni del lavoro all’interno vengono modificate anche dal lavoro che si fa sul tessuto sociale e le comunità di appartenenza. C’è bisogno di uno sguardo ampio e di lavorare in rete, come succede con Crescere al sud sulla questione educativa del nostro paese”.

“Nell’incontro di Roma - prosegue De Meo - abbiamo condiviso la volontà di perseguire obiettivi ambiziosi, non fermarci alla singola azione sportiva, ma darci obiettivi più generali e profondi, attivando ad esempio anche momenti di formazione e di promozione dell’autonomia. Sono attività che hanno a che fare specificamente con la ricostruzione di relazioni sociali, di contato tra dentro e fuori, guardando a quando l’esecuzione penale sarà terminata. Nell’ottica di un progressivo superamento del modello carcere e della reclusione è bene che già ora le attività vengano fatte in esterna. Il tema centrale è creare nuove relazioni con comunità e territorio di riferimento, premendo sul coinvolgimento delle nostre associazioni che operano sul territorio ogni giorno. Il ruolo dell’associazionismo, della cittadinanza organizzata, è un punto di forza condiviso ma anche fonte di preoccupazione: il ruolo della cittadinanza e dell’associazionismo per la diffusione e promozione dei diritti è fondamentale, però il ruolo pubblico del terzo settore non viene riconosciuto, anzi è spesso delegittimato".

"Su questo l’Uisp non può abdicare, deve invece rinforzare questo impegno - conclude Fabrizio De Meo - tessendo reti sul territorio, confermandoci interlocutori del Ministero a tutti i livelli, facendoci misurare su questo. Infatti, noi vogliamo sempre valutare le nostre azioni progettuali, a questo fine segnalo la presenza di rappresentanti di Antigone al nostro incontro di Roma, che ci aiutano nella valutazione di impatto delle attività”. (Elena Fiorani)





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