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FACCIAMO UN ALTRO CALCIO: nuovi modelli educativi

Il progetto nasce dalla constatazione di come le Società Sportive giovanili di calcio rispondano sempre più a regole e a mentalità traslate dal calcio professionistico nei suoi aspetti più negativi. Numerosi sono gli esempi: dalle "tangenti" pagate dai genitori per fare inserire i figli come titolari, agli arbitri dei tornei giovanili picchiati dai genitori stessi; dall'amara questione dei vincoli posti dalla proprietà dei cartellini alla più generale e significativa disattenzione degli allenatori nei confronti del valore educativo dello sport, per arrivare al ruolo di molte famiglie che scaricano sui figli aspettative di "campionismo" e alla impreparazione, da parte delle Società Sportive, nel riconoscersi come attori sociali. Modelli distorti e distorsivi, episodi gravi, spesso sottovalutati, che costituiscono il sintomo di un fenomeno preoccupante che snatura l'approccio stesso alla pratica sportiva, esponendo spesso i bambini a situazioni frustranti ed "educandoli" a pratiche di agonismo esasperato e aggressivo. Le didattiche e gli allenamenti sono sempre più tesi alla scoperta del campione emarginando così la maggior parte dei bambini; i regolamenti divengono sempre più rigidi e dettagliati lasciando sempre meno spazio al gioco e al divertimento. Tuttavia, il progetto non mira solo ad evidenziare i fenomeni distorsivi che caratterizzano il mondo dello sport, ma, soprattutto valorizzare le pratiche positive già presenti e contribuire ad una sperimentazione che, da un lato, restituisca allo sport, inteso come gioco, un ruolo sociale di aggregazione positiva per i bambini, e dall'altro avvii pratiche di cittadinanza attiva. In questo modo i soggetti coinvolti (bambini, ma anche genitori, allenatori, dirigenti, insegnanti) avranno l'opportunità di vivere la Società Sportiva come luogo di crescita per valorizzare le buone pratiche e costruire percorsi condivisi. In questo senso l'UISP offre una rete territoriale ed un'articolazione delle proposte ottimale: da un lato, i tecnici e i dirigenti della Lega Calcio formatisi nella filosofia dello "sport per tutti"; dall'altro, gli operatori sportivi che intervengono nelle scuole e che possono favorire, lavorando insieme, il processo di restituzione dello sport al suo ruolo educativo e sociale primario valorizzando, al contempo, percorsi partecipativi originali.

OBIETTIVI

  • costruzione di modelli organizzativi e gestionali delle Società Sportive basati sul calcio come buona pratica, tesi ad allargare la partecipazione di bambini e genitori;
  • sperimentazione di variazioni regolamentari che consentano la massima possibilità di gioco a tutti i bambini;
  • promozione e valorizzazione di didattiche del calcio non escludenti.


  • AZIONI

    La UISP considera la pratica sportiva un diritto di cittadinanza da realizzare. "Sport per tutti" è un obiettivo sociale, ed è anche la ricerca di nuove opportunità, nuove modalità di attività sportiva, a misura di ciascuno. Ai bambini, lo "sport per tutti" offre suggestioni, idee e proposte compatibili con i loro bisogni, svolgendo così una funzione sociale ed educativa, capace di coniugare gioco, competizione e relazioni. Pertanto, la base metodologica del progetto è rappresentata dalla capacità dello Sport Per Tutti di essere uno strumento di educazione attraverso le sue regole ed i suoi valori, in particolare in riferimento ai minori. Per promuovere i diritti dei bambini a stare bene, a stare insieme agli altri, a divertirsi, giocare, partecipare, vincere e perdere, essere attivi e protagonisti, è necessario intervenire sullo specifico contesto di riferimento. Di conseguenza, in tutto l'arco del progetto è stata prevista una metodologia di lavoro integrata ed in progress. Tutti i soggetti coinvolti, sia a livello locale - all'interno dei laboratori territoriali - sia a livello nazionale - in particolare attraverso la costituzione di una cabina di regia - condivideranno la pianificazione delle attività previste, partecipando poi in maniera differenziata, in funzione delle relative specificità e competenze, alla loro attuazione. Dopo un'iniziale fase di organizzazione, il progetto prevede la realizzazione della mappatura delle singole realtà coinvolte, al fine di verificare l'esistente e analizzare i bisogni. Infine, la fase di vera e propria sperimentazione prevede di dare centralità ai bambini, coinvolti in giochi ed attività finalizzati a valorizzare i loro diritti di cittadinanza, proponendo, contemporaneamente, a loro e ai genitori un modello di pratica sportiva includente e davvero per tutti.



    strumenti

    Materiale didattico

    Rassegna stampa





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