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Compagni di cordata: sport invernali per l'empowerment e l'inclusione delle diverse abilità

Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della legge383 F/2013

Il progetto, intende inserirsi nel solco, già sperimentato in alcune validissime esperienze, di un coinvolgimento dei disabili in attività che nulla hanno da invidiare, in termini di performance individuale e non di risultato assoluto, a quelle in cui si cimentano i normodotati.
Alla base dell'idea progettuale c'è infatti la convinzione che anche per i disabili (fisici, intellettivi, sensoriali o con disagio mentale) vada affermato il principio secondo il quale impegno, tenacia, costanza, capacità individuali, siano elementi indispensabili in un percorso di affermazione della propria soggettività e autonomia.
L'idea è quella di favorire l'inclusione sociale dei disabili e l'integrazione con i normodotati promuovendo un percorso incentrato su pratiche sportive da svolgere sulla neve (laboratori sperimentali) e finalizzato all'empowerment dei partecipanti, alla capacità di sviluppare attitudini di intervento in team building, di lavorare in una logica di co-organizzazione ed acquisizione di competenze e ruoli.

Nello specifico si tratterà di avviare 10 laboratori basati su diverse attività sportive invernali quali: lo sci alpino, lo sci di fondo, le escursioni con ciaspole, lo sled dog, coinvolgendo un gruppo misto di 150 ragazze e ragazzi dai 16 ai 30 anni, abili e diversamente abili.
In tal senso le attività in ambiente naturale per la caratteristica di svolgersi su un terreno d’azione vario, imprevedibile e spesse volte insidioso, rappresentano un terreno valido dove la diversità tra abile e disabile in taluni casi si azzera e in funzione del contesto, la diversa abilità di un disabile può essere determinante nella dinamica del gruppo.

OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI:

1. superare il concetto pietistico dell’attività adattata per disabili, per spostarsi sul terreno in cui il disabile trova la propria motivazione nell’affrontare delle prove con livelli di difficoltà.
2. favorire l'inclusione e la cooperazione tra disabili e abili attraverso percorsi di avvicinamento all'ambiente naturale e a pratiche sportive sulla neve
3. promuovere l’integrazione delle singole capacità per ottenere lo svolgimento delle attività prefigurate e l’integrazione tra i partecipanti e favorire un rapporto tra le singole persone e la natura
4. Incoraggiare e sostenere l'empowerment dei partecipanti, favorendo la conoscenza del proprio corpo, dei propri limiti, delle abilità/potenzialità inesplorate, delle capacità sensoriali, degli aspetti psichici, delle ansie, del senso di libertà.
5. Dare impulso alla capacita` di sviluppare attitudini di intervento in team building, di lavorare in una logica di co-organizzazione ed acquisizione di competenze e ruoli
6. Formare ragazze/i disabili e normodotati su competenze tecnico-pratiche relative all'ambiente naturale invernale, alle attrezzature sportive e alla sicurezza sulla neve
7. Promuovere la collaborazione tra soggetti territoriali (cooperative, ASL, Enti Parco, Enti Locali) impegnati in politiche e azioni sociali a favore del gruppo target
8. Informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche e sulle opportunità oggetto dell’intervento

AZIONI E METODOLOGIA:

Il progetto della durata di 12 mesi (luglio 2014 - luglio 2015), prevede lo sviluppo di 10 laboratori sperimentali - Ivrea (TO), Savona, Avellino, Pistoia, Parma, Belluno, Trento, Sassari, Nebrodi, Lazio, in collaborazione con Parchi nazionali e regionali - per la promozione di sport invernali tra gruppi di disabili e normodotati, attori e beneficiari dell’intervento.
Ogni gruppo/laboratorio, svilupperà un’esperienza basata sulla compresenza di momenti di attività teorica (fase formativo/educativa) con spazi di sperimentazione pratica sulla neve (fase en plein air), la cui efficacia, sarà facilitata dall’azione di un coordinatore locale e dalle competenze fornite da operatori Uisp ed esperti.
Per ogni gruppo/laboratorio la metodologia scelta è quella dello storytelling, ovvero della narrazione autobiografica (tutte le esperienze personali riconducibili al contesto del progetto) finalizzata alle attività sportive invernali (fase en plein air). La metodologia dello storytelling consentirà di mettere al centro del progetto le soggettività, in primis quelle dei disabili, attraverso le narrazioni autobiografiche dei partecipanti. I disabili inoltre saranno coinvolti attivamente in tutte le fasi del progetto: dalla conoscenza dell'ambiente montano, alle attività sportive invernali fino alla co-organizzazione dell'uscita locale finale.
Tutte le sperimentazioni, le cui attività varieranno funzionalmente alla morfologia e alle caratteristiche del contesto locale, saranno coordinate nazionalmente per favorire una logica di sistema e un costante scambio di informazioni.
Il progetto sarà monitorato e valutato da un soggetto esterno, per favorire il processo di trasferibilità e riproducibilità, seguendo tecniche di ricerca quali: analisi secondaria, interviste in profondità e focus-group, osservazione partecipante. Le attività saranno progettate e monitorate anche sotto l’aspetto della sostenibilità ambientale.
Al termine del progetto è previsto un evento finale in ambiente naturale con la partecipazione di tutti i destinatari coinvolti.




Le città della sperimentazione

Incontro nazionale di avvio

Valutazione





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