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Diamoci una mossa: nuovi stili di vita attivi per bambini e famiglie

In tutta Europa, e in quasi tutti i Paesi occidentali, l’obesità infantile ha assunto i connotati di una vera emergenza sociale, una “epidemia silenziosa”. L’Italia è ai primi posti in Europa con il 34% di bambini in soprappeso nella fascia 6-9 anni (elaborazione Eurispes 2003 su dati dell’International Obesity Task Force). I fattori di rischio sono molteplici e interagiscono fra di loro: la sedentarietà (i bambini in sovrappeso non fanno movimento, vanno a scuola in macchina, prendono sempre l’ascensore, passano il tempo libero davanti a TV o computer); l’alimentazione (mangiano non solo troppo, ma spesso, cibi ipercalorici); la familiarità (hanno almeno un genitore obeso, e prevalentemente appartengono a ceti sociali bassi e disagiati). 8 bambini in sovrappeso su 10 rischiano di diventare adulti obesi, con alti rischi per la salute; dunque, un fenomeno che rischia di provocare costi sociali molto alti. E’ evidente l’urgenza di campagne di prevenzione, anche nel campo delle politiche della vita, che prima di tutto si devono indirizzare a contrastare il problema della sedentarietà (e quindi degli stili di vita non solo dei bambini, ma anche dei genitori) e della cattiva alimentazione. In questo senso un’associazione dello sport per tutti come l’Uisp può giocare un ruolo sociale propositivo, partendo dal suo patrimonio di esperienze diffuse, da una parte, sul terreno degli stili di vita attivi e, dall’altra, nell’area delle politiche educative e degli interventi nella scuola e nell’extra-scuola, in particolare nei confronti di bambini di 6-10 anni. Per costruire una campagna che abbia efficacia, soprattutto per quanto riguarda gli stili di vita attivi, bisogna partire da alcune considerazioni: i piani sanitari affrontano il problema della sedentarietà e obesità infantile soprattutto dal punto di vista dei pericoli per la salute, ma probabilmente questo approccio non è sufficiente ad arginare e ridurre il fenomeno; l’offerta di sport strutturati non è un fattore di prevenzione sufficiente, e dà origine a fenomeni di abbandono molto diffusi dopo gli 11 anni; è necessario un approccio che tenga conto degli aspetti di socialità, che promuova attività ludiche incentrate intorno al divertimento e al coinvolgimento di tutti gli attori interessati, favorendo la percezione di ciascuno, in particolare del bambino, di essere soggetto attivo e responsabile delle proprie scelte. Un altro aspetto su cui focalizzare l’attenzione, e che rafforza le motivazioni di una campagna così impostata, è rappresentato da un fenomeno che colloca l’Italia agli ultimi posti dei paesi europei: la scarsità del tempo che i bambini dedicano a giocare all’aria aperta, anche se collocano il desiderio di un parco, di una “biciclettata”, di un giardino, della libertà di correre, ai primi posti nei loro sogni.


Obiettivi

  • Realizzazione di una campagna informativa sugli stili di vita attivi basata sullo sport per tutti come pratica che favorisce il benessere, la salute, combatte la sedentarietà e quindi l’obesità infantile, non puntando sulla semplice trasmissione delle informazioni da parte di adulti esperti, ma favorendo la percezione di ciascuno quale soggetto attivo e responsabile delle proprie scelte, fin dai primi momenti evolutivi.
  • Motivare e mobilitare la famiglia alla costruzione di “spazi” di attività fisica fuori dal recinto degli sport strutturati e centrati sul gioco, il movimento e gli stili di vita attivi, ideati per coinvolgere bambini e genitori.
Azioni

Il progetto parte dall’analisi di dati riportati sull’obesità infantile e sulle sue cause: sedentarietà e alimentazione non corretta. L’UISP si propone di lavorare sulla promozione di stili di vita più attivi e sulla base di proposte di gioco e di pratiche all’aria aperta, che vedano protagonisti prima di tutto i bambini, ma anche le famiglie e gli attori sociali interessati: scuole, enti locali, media. A livello nazionale il progetto prevede la realizzazione di una campagna di informazione e sensibilizzazione indirizzata a bambine e bambini delle scuole elementari e ai loro genitori, per la promozione dell’attività motoria (riscoperta del gioco all’aria aperta, del movimento con il gruppo familiare/amicale) e di una corretta alimentazione. La campagna è impostata in modo coinvolgente e motivante, si lavora su proposte aperte e non strutturate, considerate poco efficaci in sede di approccio al problema. è veicolata attraverso le scuole, con il coinvolgimento degli insegnanti, con la produzione di un pieghevole mirato ai bambini e costruito in modo da renderli soggetti attivi e responsabili di un diverso stile di vita, per loro ma anche per i loro familiari. Il depliant contiene anche uno spazio che funge da diario in cui i partecipanti racconteranno la loro esperienza e le “conquiste” raggiunte (passeggiate in bicicletta con i genitori, domeniche in un parco e non davanti alla TV). Ad un altro livello, il progetto prevede l’organizzazione di iniziative territoriali: si lavorerà per coinvolgere i media locali; si organizzeranno appuntamenti, manifestazioni, proposte socializzanti per favorire nuovi stili di vita. L’obiettivo è promuovere ulteriormente la partecipazione dei soggetti coinvolti e dare visibilità al progetto e ai suoi obiettivi. Al termine della sperimentazione previsto l’evento nazionale, un week-end intergenerazionale, dedicato a bambini e genitori con la testimonianza della loro partecipazione al progetto. Il progetto si chiude con la fase di capitalizzazione, redazione della Guida Metodologica e organizzazione del Convegno Finale con la presentazione dei risultati dell’attività di monitoraggio e valutazione svolte dal gruppo di lavoro del Prof. Fabio Lucidi Facoltà di Psicologia2 (Roma).