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DIRITTI IN CAMPO: Sportpertutti per una società interculturale

L’idea di promuovere azioni per favorire l’inclusione di cittadini migranti attraverso lo sport e l’interculturalità, nasce da una più ampia riflessione che la UISP sta facendo sul proprio ruolo nel mutato scenario delle APS italiano, e su come interpretare nella maniera più corretta, anche in questo ambito di intervento, il principio di sussidiarietà, al quale sono chiamate le APS. Al crescere del numero di utenti sportivi stranieri, emerge l’esigenza di uno sport interculturale, che tenga conto delle differenze di usanze, lingua, religione e convinzioni. E' quindi necessario rivalutare l’impiantistica sportiva (spogliatoi, docce), le proposte (orari diversificati per uomini e donne) e l’approccio stesso alla pratica (es. l’allenamento durante il ramadan). La barriera linguistica limita, inoltre, l’accesso alla pratica sportiva e la possibilità per i cittadini migranti di costituire realtà associative proprie. Altra barriera è spesso la questione economica: palestre e corsi con costi inaccessibili che impediscono la pratica stessa, rendendo indispensabili manifestazioni sportive accessibili ai migranti o gratuite, anche per il loro aspetto socializzante e aggregativo. In questo campo, la UISP promuove da anni l'organizzazione di tornei e campionati fra cittadini di diverse origini e culture, e momenti di reale inserimento nella società di gruppi e singoli stranieri. Di particolare interesse per il loro impatto in termini di inclusione sociale, il torneo di calcio interculturale “Arcobaleni in campo”, l'iniziativa “Le piscine delle ragazze” realizzata per favorire l’accesso allo sport alle donne musulmane, la corsa podistica Vivicittà con la partecipazione di cittadini migranti, i tornei di sport minori provenienti dalle tradizioni dei migranti (cricket), e i Mondiali Antirazzisti, iniziativa segnalata nello shadow report sul razzismo in Europa della Agency for Fundamental Rights dell'UE come buona pratica contro il razzismo e per l'integrazione dei migranti. Tali iniziative sono affiancate, nell’azione della UISP, da progetti di accoglienza e sostegno ai cittadini che vivono condizioni di marginalità, di povertà e disagio. Tra questi, la UISP partecipa alla mobilitazione globale contro la povertà della UN Millennium Campaign “Stand Up! Take action”, che si tiene ogni anno in Italia e nel mondo. L’Associazione ha però rilevato l’esigenza di consolidare tali esperienze attraverso la sperimentazione nelle città dove il fenomeno dell’immigrazione è fortemente presente, e di sistematizzarle, riconducendole ad una metodologia valida a livello generale, declinabile per ogni territorio nel quale si intende applicarla. L’identificazione di un modello di azione condiviso, infatti, può rendere più efficace l’impegno per il superamento degli ostacoli che limitano l’accesso dei migranti alla pratica sportiva, alla gestione delle società sportive e all’organizzazione degli eventi. Obiettivi: 1) Consolidare le esperienze di inclusione sociale dei cittadini migranti di 1° e 2° generazione attraverso lo sportpertutti sperimentate da Uisp o altri partners;
2) Identificare un modello e una metodologia di inclusione sociale dei cittadini migranti attraverso lo sportpertutti;
3) Inclusione sociale dei cittadini migranti di 1° e 2° generazione nello sport e attraverso lo sport;
4) Formazione per favorire la costituzione e conduzione di società sportive miste e di soli migranti;
5) Abbattimento delle barriere che ostacolano l’accesso dei migranti alle società e alle attività sportive;
6) Coinvolgimento del territorio (associazioni sportive e di migranti, Enti Locali preposti) secondo un approccio partecipativo;
7) Sensibilizzare il pubblico sul tema della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

Azioni
Il progetto, articolato in 12 mesi, si svolge 8 città dove il fenomeno dell’immigrazione è fortemente presente: Firenze, Palermo, Torino, Genova, Milano, Bologna, Napoli e Roma. Tutte le azioni vedranno la partecipazione attiva di cittadini migranti di 1° e 2° generazione anche attraverso corsi di formazione per dirigenti sportivi e arbitri con competenze multiculturali sulla costituzione e gestione di società ed eventi sportivi. Verranno organizzati e realizzati tornei di calcio e di cricket ed un evento finale nazionale in occasione dei Mondiali Antirazzisti. Le città coinvolte partecipano attivamente all’iniziativa di lotta alla povertà “Stand Up!”
Tutte le azioni progettuali verranno monitorate e valutate in itinere e al termine delle attività. La ricerca e la valutazione saranno condotte seguendo le tecniche di ricerca dell’ analisi secondaria, delle interviste in profondità e dei focus-group.
La sperimentazione, promossa dalla UISP, si propone di arrivare alla definizione di una metodologia e di un modello innovativi testati e validati a livello nazionale, ma che allo stesso tempo trovino piena applicabilità attraverso l’adeguamento funzionale al contesto specifico di attuazione. Un modello basato su queste caratteristiche risulta essere, per sua stessa natura, facilmente trasferibile e riproducibile.

I RISULTATI ATTESI:
1) Definizione di una metodologia di lavoro condivisa;
2) Costituzione di società sportive miste e a conduzione da parte di migranti;
3) Empowerment di cittadini migranti all’interno delle società sportive;
4) Abbattimento delle barriere linguistiche e culturali che limitano l’accesso dei cittadini migranti alle attività sportive e alla gestione di società sportive;
5) Aumento del numero di membri e dirigenti UISP stranieri.




Per approfondire...

Materiale didattico

Rassegna stampa

Le città della sperimentazione

La valutazione

I risultati della valutazione

Progetto Mimosa





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