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RISK MANAGEMENT COME OPPORTUNITA’ PER UN NUOVO WELFARE


Il progetto mira a definire un modello di gestione adeguato alle specificità di un’organizzazione come la UISP, con molteplici e differenti livelli di capacità, competenza, e motivazione che inevitabilmente mutano con i cambiamenti di fase.
I dirigenti e i quadri coinvolti nell’iniziativa formativa dovranno acquisire nella propria dotazione professionale una più ampia capacità di lettura degli scenari politici e socio-economici, una maggiore competenza nell’analisi degli impatti delle proprie attività abbandonando tutto ciò che corrisponde esclusivamente a criteri di autoreferenzialità.
Emerge un’esigenza sempre più impellente di competenze gestionali in grado di anticipare le criticità, mettere in campo le possibili soluzioni e identificare gli adeguati modelli gestionali. Tutto ciò in un quadro estremamente complesso quale quello a cui ci riferiamo che deve necessariamente, pena, ribadiamo, il rischio marginalizzazione dell’UISP, essere affrontato da nuove professionalità che sappiamo portare a conclusione il processo di adeguamento iniziato da alcuni anni e giunto alla fase di matura evoluzione. Si tratta in sostanza di definire un modello di gestione adeguato alle specificità di un’organizzazione con molteplici e differenti livelli di capacità e competenza, nonché con differenti livelli di motivazione che inevitabilmente mutano con i cambiamenti di fase (ad esempio quello generazionale ma non solo se pensiamo alla territorializzazione delle attività).
I dirigenti e i quadri coinvolti nell’iniziativa formativa dovranno acquisire nella propria dotazione professionale una più ampia capacità di lettura degli scenari politici e socio-economici, una maggiore competenza nell’analisi degli impatti delle proprie attività abbandonando tutto ciò che corrisponde esclusivamente a criteri di autoreferenzialità.
La trasferibilità dei risultati dell’iniziativa è uno degli elementi strategici dell’intervento, in ragione di una consapevolezza che l’UISP ha raggiunto circa la fondamentale importanza della formazione continua come fattore di miglioramento dell’Associazione. Il progetto formativo, infatti, è impostato secondo una logica di modello adattabile agli specifici contesti organizzativi che non verranno coinvolti in prima istanza. A questo scopo l’iniziativa prevede, tra le altre attività informative, uno spazio sul proprio sito istituzionale, news specifiche, due azioni di comunicazione (20 eventi nella fase I e altri 20 eventi nella fase IV) diffuse su tutto il territorio nazionale.
Inoltre, la produzione di una guida metodologica contenente linee guida per il trasferimento del modello, va anche intesa come un’importante assunzione di consapevolezza da parte dell’Associazione circa la rilevanza della formazione continua in servizio.

OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI:

1) Recuperare l’insieme delle prassi positive (formative ed esperenziali) per costituire un efficace strumento cognitivo centrato sul vissuto dei partecipanti.
2) Definire un modello di gestione adeguato alle specificità di un’organizzazione con molteplici e differenti livelli di capacità e competenza.
3) Dotate i propri quadri e dirigenti di una consapevolezza circa l’importanza della formazione come strumento di miglioramento continuo.
4) Dotare i nuovi quadri e dirigenti UISP di una più ampia capacità di lettura degli scenari politici e socio-economici e di una maggiore competenza nell’analisi degli impatti delle proprie attività sul contesto sociale.
5) Disporre, già a partire dal 2013, di competenze professionali interne in grado di sostenere l’impatto dei cambiamenti in corso.

AZIONI

Il percorso formativo è strutturato in due percorsi in presenza.
Il primo rivolto ai dirigenti e focalizzato sugli aspetti meta - organizzativi (analisi delle policies e delle programmazioni), l’altro rivolto ai quadri e centrato sugli aspetti più strettamente operativi (elementi operativi di project management).
Il progetto, proprio allo scopo di far vivere ai partecipanti la formazione come esperienza che parte innanzitutto dal proprio vissuto, intende rafforzare la capacità di valutazione del proprio operato sul campo per trasformare eventuali debolezze in fattori di crescita della propria organizzazione. In questo modo l’apprendimento si trasforma in un momento di scambio tra i corsisti in un ruolo che, da fruitori, li vede principali protagonisti.
L’architettura dell’iniziativa si suddivide in 5 fasi La Fase III (Didattica) è quella dell’erogazione formativa vera e propria, schematicamente riassumibile in due percorsi, entrambi in presenza. Il primo, di 8 ore che vedrà il coinvolgimento attivo al massimo livello dell’Associazione con un Consiglio Nazionale dedicato alla formazione dei propri dirigenti. Il secondo, di 12 ore, (due giornate) rivolto ai quadri e alla tecnostruttura con gruppi di 20 corsisti distribuiti su 3 sedi (1 per ogni contesto macroregionale nord, centro e sud).







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