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Terzo Tempo: azioni innovative per lo sport negli istituti di pena minorili



Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della legge383 F/2014

Il progetto “Terzo Tempo prende le mosse dall'esperienza pluriennale dell'Uisp nel campo degli interventi negli istituti di pena minorili, dai risultati ottenuti in questi ambiti e dalle linee d’indirizzo del programma Erasmus Plus 2014-2020 relativamente alle Azioni nel settore dello Sport che incoraggiano partenariati di collaborazione finalizzati all’inclusione sociale. L'obiettivo è quello di favorire il recupero sociale della popolazione carceraria minorile, anche attraverso l’attivazione di azioni innovative di formazione e avviamento al lavoro e all’imprenditorialità sociale al fine di restituire alla società cittadini che, a pieno titolo, intendono partecipare e contribuire al benessere comune.

LE ESIGENZE RILEVATE
L’esigenza rilevata è quella di rafforzare il percorso di autonomia del soggetto che ha, per diversi motivi, intrapreso un percorso di devianza, creando le condizioni per cui, dopo aver partecipato alle attività previste, possa effettuare un reale salto di qualità verso un percorso di effettivo reinserimento sociale e lavorativo.
Lo sport per tutti infatti, per la sua funzione sociale e il valore educativo nello sviluppo psicofisico, diventa in questi contesti difficili un'opportunità per stimolare nuove e positive modalità di relazione tra i ragazzi e con gli altri, sostenerli nel tentativo di ricostruirsi una personalità e favorire lo scambio e il confronto con la realtà interna al carcere e quella esterna, in una prospettiva di rieducazione/riabilitazione.

LA STRATEGIA D'INTERVENTO
Il progetto è rivolto a circa 30 minori detenuti dell'area penale interna e 50 minori dell'area esterna e si svilupperà su 2 assi portanti:
ASSE 1 : Progettazione e avvio di attività sportive ed educative in due istituti minorili: IPM femminile di Pontremoli, - danza e ginnastica; basket e pallavolo accompagnate dall'organizzazione di partite tra le ragazze e squadre esterne al carcere; corso di subacquea con rilascio brevetto - Corso di Assistente Bagnante con rilascio di brevetto di salvamento: con l’obiettivo di inserire le ragazze nel mondo lavorativo dei lidi balneari della costa carrarese; organizzazione di eventi sportivi da parte delle giovani detenute e di incontri tra le ragazze e atleti
Bologna.
- Basket e pallavolo anche con l'obiettivo di organizzare partite tra i ragazzi dell’Istituto e squadre esterne al carcere; dodgeball: (letteralmente palla schivata) sport di squadra nato come evoluzione agonistica della comune palla prigioniera o palla avvelenata che servirà a costruire un laboratorio sull’importanza delle regole, del gioco di squadra e della leadership; corso di arbitro di calcio - Corso di arbitro di basket: l’obiettivo è quello di formare nuovi arbitri di calcio e basket da impiegare, attraverso le società sportive, nei nuovi campionati amatoriali; lavoratori didattici sulla conoscenza delle principali nozioni di base: team building sportivo, leadership, rispetto delle regole.
ASSE 2: Tutte le attività proposte sono riconducibili ad un progetto professionale per l’inserimento dei ragazzi in contesti ludici e sportivi in qualità di assistenti e di collaboratori degli istruttori e degli operatori. Si tratta quindi di avvicinare i ragazzi alla pratica sportiva come passaggio ad ulteriori attività che li pongano in condizioni di assolvere a compiti professionali all’interno delle infrastrutture sportive gestite dall’Uisp o da enti partner. Le campagne di comunicazioni mirate, realizzate dai 20 comitati regionali Uisp, negli IPM del territorio nazionale, saranno necessarie per diffondere la buona pratica ed i risultati ottenuti in tutto il territorio nazionale

GLI OBIETTIVI
1. Favorire l’inclusione sociale dei minori coinvolti con particolare riferimento all’inserimento lavorativo;
2. rendere i minori consapevoli dell’importanza delle regole, delle relazioni sociali, dell’impegno e del merito; promuovendo l’assunzione di responsabilità anche finalizzata alla soluzione di problemi, la leadership, il rapporto con un sistema di regole e con l’autorità, la capacità di adattamento all’ambiente circostante;
3. integrare, attraverso l’attività sportiva, i giovani reclusi con l’esterno;
4. favorire tra i ragazzi e le ragazze coinvolte lo sviluppo dello loro capacità umane, professionali e sportive;
5. superare il concetto “buonista” del recupero, per spostarsi sul terreno in cui il minore recluso o in altre condizioni di coercizione possa trovare la propria motivazione nell’affrontare, contando prevalentemente sulle proprie capacità, delle prove che presentano diversi livelli di difficoltà .

AZIONI E METODOLOGIA
Il progetto, articolato in 12 mesi, si svilupperà in 2 Regioni , Emilia Romagna e Toscana per le attività sportive e laboratoriali, e in 20 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania,Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle D’Aosta, Veneto, per quelle di sperimentazione e comunicazione. Le azioni previste sono:
1) progettazione esecutiva dell’intervento con il coinvolgimento di tutti gli operatori impegnati sul campo e coinvolgimento diretto dei ragazzi e delle ragazze sia nella fase di organizzazione che in quella di gestione vera e propria degli eventi secondo un modello di autoformazione condivisa dal e nel gruppo, nota come peer education
2) attività didattiche relative alla conoscenza delle principali nozioni di base nel settore dello sport: la comunicazione, il team building; la leadership; il contributo personale; ecc
3) organizzazione delle attività sportive mirate alla partecipazione ad eventi specifici intra ed extra murari dei destinatari.
4) stesura protocolli operativi per l’utilizzo degli impianti e delle attrezzature sulle quali si è deciso di intervenire al fine di metterli a disposizione dell’UISP e dei destinatari del progetto;
5) verifica e valutazione






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